“Io vi insegno il
superuomo. L’uomo è qualcosa che deve essere superato”
“[…] un tempo il
sacrilegio contro Dio era il massimo sacrilegio, ma Dio è morto, e cosi sono morti tuti questi sacrileghi.”
Friedrich Nietzsche, “Così parlo Zarathustra”
Queste due citazioni esprimono due dei principali concetti
filosofici di Nietzsche presenti in Matrix (1999), quindi quello dell’superuomo,
un essere che è in grado di accettare le dimensioni tragiche della vita, di
sopportare la perdita delle certezze assolute ma che soprattutto può nascere
solo dalla morte di Dio e dal vuoto che essa provoca. Neo,
il protagonista del film nonché “l’eletto”, é la liberazione del genere umano,
non la venerazione di un presunto Dio; ed egli lotta per ridare la libertà a
tutto il genere umano, non a presunte "razze" superiori, come spesso
si è voluto erroneamente credere che il superuomo nietzscheano fosse tenuto a
fare. Neo sembra poi essere un personaggio nietzscheano al pari del Übermensch
di cui Zarathustra è il profeta, per le caratteristiche del superuomo che egli
incarna: consapevole della propria superiorità, egli si realizza pienamente
nella guerra condotta contro le intelligenze artificiali; cosciente della
catastrofica situazione e della falsità del mondo, egli non risolve la propria
volontà in un 'no' alla vita, ma in una piena accettazione degli eventi ( amor fati ),
facendo prevalere ed estrinsecando la propria infinita volontà di potenza.
“Volontà di vita? Al suo posto ho sempre soltanto
trovato volontà di potenza.” Frammenti postumi(1884/5)
Nietzsche fa questo collegamento: volontà di
potenza = autopotenziamento = autocreazione della vita. Quindi la libera
produzione della medesima vita al di là di ogni piano e regola prestabilita. È
proprio quello che farà Neo scegliendo di staccarsi dal mondo della matrice con
l’aiuto di Morpheus e di guardare in faccia alla “verità”.
Tuttavia il superuomo nietzscheano, come già
detto, non può coesistere con Dio e infatti può nascere solo dopo la “morte” di
quest’ultimo. In Matrix infatti mai viene fatto riferimento a Dio, nè per
chiedergli aiuto nè per lamentarsi della disastrosa condizione in cui é ridotta
l'umanità. La similitudine del fatto
della presenza di un “superuomo” e della mancanza di Dio nel film come nel
pensiero di Nietzsche e uno dei segni più grandi dell’influenza della sua
filosofia per la creazione di tale opera.